Le incursioni di odio causano un esodo di utenti sulla popolare piattaforma di  streaming, Twitch

Le incursioni di odio causano un esodo di utenti sulla popolare piattaforma di streaming, Twitch

30 Settembre 2021 0 Di Ilaria Scremin
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Molti utenti di Twitch, una delle piattaforme di streaming più popolari, hanno boicottato la
piattaforma il 1° settembre per portare l’attenzione sulla mancata risposta agli attacchi di odio
contro alcuni degli streamer della piattaforma.


Attacchi mirati


Con l’hashtag #aDayOffTwitch, gli streamer e gli utenti della piattaforma intendono comunicare
quanto la mancata risposta da parte di Twitch agli attacchi d’odio, anche a seguito della segnalazione
del problema, li abbia sconvolti. I commenti di odio esistono da quando esiste Twitch, ma sembrano
essersi intensificati negli ultimi quattro anni, con “incursioni di odio” sempre più frequenti
nell’ultimo anno.
Le incursioni di odio si verificano quando uno streamer riceve centinaia, a volte migliaia, di messaggi
nella sua chat box durante lo streaming in diretta. Il contenuto dei messaggi può variare, ma di solito
si rilevano elementi di sessismo, transfobia, razzismo, omofobia o una combinazione di tutti questi.


Organizzare il boicottaggio


Le fazioni che hanno preso parte all’organizzazione di #aDayOffTwitch sono molte, alcune in modo
palese altre in anonimato, tra di esse Raven (RekItRaven) è stata una delle più attive. Raven ha
portato alla luce il problema quando un flusso di chatbot ha invaso la loro chat box durante uno
streaming a luglio. Dicono che l’attacco è stato più specifico rispetto a quelli avvenuti in passato, con
alcuni dei messaggi nella chat box che includevano il loro indirizzo e informazioni dettagliate sui loro
figli.
Attacchi simili hanno preso di mira anche altri creatori, soprattutto quelli delle comunità nere, queer
o emarginate. Anche se Amazon, che possiede Twitch, non ha parlato apertamente del boicottaggio,
ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che gli streamer di Twitch hanno diritto a sottoporre
loro argomenti importanti e preoccupazioni.


Soluzioni contorte


Poiché l’aiuto da parte di Amazon o Twitch è scarso, gli streamer hanno deciso di prendere loro
l’iniziativa per risolvere il problema delle incursioni di odio, e lo hanno fatto in vari modi. Una
soluzione è quella di ripulire la chat dagli “haters” mentre è in corso un loro attacco e poi usare
un App o un servizio di terze parti per rimuovere tutti quelli che sul tuo account seguono uno dei bot
che sono stati bannati.
Altri streamer si servono di moderatori, che hanno il compito di assicurarsi che solo gli abbonati
possano vedere il loro stream quando accendono la Webcam 4K; una volta iniziato lo streaming
potranno lasciare un messaggio nella loro casella di chat e usare una lista di blocco che include
parole e frasi che non devono apparire nella casella di chat.

Lasciar fare agli streamer


Anche se Twitch ha delle linee guida che gli streamer dovrebbero seguire in caso di attacchi,
l’argomento principale è che queste azioni non dovrebbero essere un onere dello streamer. Twitch
deve essere proattivo nell’aiutare gli streamer ad evitare queste incursioni di odio ed è per questo
che gli utenti stanno boicottando la piattaforma e usando l’hashtag #aDayOffTwitch per dare
risonanza al loro messaggio.
Gli streamer più piccoli, che sono sproporzionatamente colpiti da queste incursioni, chiedono anche
una comunicazione aperta con Twitch per assicurarsi che siano ascoltati.
Potremmo non conoscere gli effetti di questo boicottaggio a breve termine, ma gli streamer possono
sperare di essere stati ascoltati e che Twitch prenderà provvedimenti per proteggerli. Una grande
cosa che è venuta fuori dal boicottaggio è che anche gli streamer più grandi stanno avendo
conversazioni su questo tema e questo dimostra che il boicottaggio ha avuto qualche effetto.