Gli scopi della pubblicità sono sempre gli stessi…vendere vendere vendere…eppure le strategie che essa attua non possono essere sempre le stesse. Sembrerà esagerato, ma fino a pochi decenni fa produrre messaggi pubblicitari accattivanti era relativamente più facile. Oggi la concorrenza si moltiplica e si fa spietata, non saremo mai gli unici a proporre il nostro prodotto e nemmeno avremo un solo concorrente: dovremo quindi ingegnarci per produrre il messaggio più chiaro, intelligente ed accattivante possibile, un messaggio che colpisca e che resti impresso nella mente del nostro consumatore. Ma veniamo a lui: il consumatore è sempre più smaliziato..non lo inganneremo facilmente e soprattutto non si farà abbindolare facilmente dalle nostre belle parole!

Alla luce di queste brevi ma allarmanti osservazioni, va da sè che la pubblicità è in crisi: di qui la necessità di sviluppare nuovi linguaggi e processi comunicativi. Ed è qui che entra in gioco il cosiddetto “guerrilla marketing”.

Ma che cos’è di preciso il guerrilla marketing?

Si tratta di una forma di marketing “estremo” che, nel sito www.guerrillamarketing.it, sito dell’omonima agenzia che si occupa di comunicazione diciamo “alternativa” rispetto alla miriade di agenzie “convenzionali” che si incontrano navigando in internet, viene così definito:
“guerrilla marketing: fottere il mercato per entrarci”

Un’affermazione molto forte, che incuriosisce ed attrae: la potremmo definire una forma di mise en abÎme del guerrilla marketing! Ecco quindi che gli autori di questo sito sono già riusciti nel loro intento di provocare ed estremizzare, attraverso una delle medesime strategie che propongono ai loro clienti.

guerrillamarketing.jpegE non solo: perchè nella homepage del sito, già escono del tutto allo scoperto, proponendo al navigatore (e potenziale cliente), il “manifesto” del guerrilla marketing, che riporto pari pari:

1. Guerriglia Marketing è un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale che consente di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti
2. Guerriglia Marketing concorre allo sviluppo delle strategie di mercato attraverso la messa in scena di pseudo-eventi concepiti in integrazione all’immagine dell’azienda
3. Guerriglia Marketing sfrutta il bisogno di novità dei mezzi comunicazione e la permeabilità dei suoi meccanismi per promuovere idee, marchi o prodotti
4. Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema media virus memetici in grado di autoreplicarsi nelle menti dei consumatori
5. Guerriglia Marketing è un processo di dissipazione della fiducia che il consumatore ancora ripone nell’economia nel suo complesso a vantaggio del successo di una singola impresa: la tua

Per quanto riguarda le strategie di comunicazione che vengono messe in atto a livello pratico, vengono proposte, per quanto riguarda l’ambito off line il “porno marketing” e lo “stickering”, e per quanto riguarda l’ambito on line le campagne di “stealinking” o il “buzz marketing”.

Il “porno marketing” si pone l’obiettivo di promuovere un determinato prodotto attraverso l’uso di immagini dai contenuti molto forti, generalmente di impronta amatoriale.
stickering.jpegLo “stickering” va invece ad agire sull’inconscio dell’individuo andando a creare una forma di brand awareness causata dalla continua ed ossessiva visione di un’immagine sotto forma di adesivo in giro per la propria città.

Personalmente ritengo che sia il porno marketing sia lo stickering attingano in qualche modo alla pop art, quella forma artistica che nel secolo scorso utilizzava ossessivamente immagini tratte dal mondo dei media, della moda e della comunicazione finendo per svuotarle dei loro significati più profondi ma sicuramente per inculcarle nella mente delle masse . Non più un’arte d’èlite, ma un’arte che pian piano si insinua nel mondo della comunicazione e del marketing. La ripetizione ossessiva ed infinita dell’immagine o del concetto non è quindi volta ad esaltarne una specifica caratteristica, un benefit, come accade solitamente nel marketing convenzionale: il suo obiettivo è indurre un ricordo nella mente dello spettatore, che in questo modo da fruitore attivo del messaggio pubblicitario ne diventa fruitore passivo.

Per quanto riguarda lo “stealinking”, che letteralmente significa “rubare i link”, esso è piuttosto pericoloso in quanto consiste nel lasciare un commento all’interno di guetbook, blog o forum firmandosi con il link…niente di più facile…ma è anche molto facile venire bannati dai siti per spamming! Analogo allo “stealinking” è il “buzz marketing”, volto ad intensificare la comparsa di un determinato link o brand in rete attraverso la partecipazione forzata a newsgroup, mailing list, forum di settore. Sono forme di marketing on line apparentemente facili, ma che alla lunga possono ritorcersi contro chi le attua.

Concludendo, trovo molto interessanti tutte queste forme di marketing sovversivo e sopra le righe, e sono certa che in alcuni casi possano avere successo, ma sicuramente un successo temporaneo e passeggero e non paragonabile e quello di una campagna condotta con mezzi e linguaggi tradizionali.

Ilaria Scremin – Copywriter e Web Content Manager